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Senso · Connessione · Significato · Human Performance

Forse la performance nasce prima della performance

Quando liberiamo la spiritualità dagli equivoci, resta una domanda molto concreta: che cosa dà senso a ciò che facciamo?

La dimensione spirituale non è fuga dalla realtà, ma un modo più profondo di abitarla.
Forse la performance nasce prima della performance
Mi Chiedoby Ugo Maria Ilardo
66studi

73.546 partecipanti nella meta-analisi su significato della vita e salute fisica.

48partecipanti

Studio EEG preregistrato sulla risposta neurale all’errore dopo un rituale.

42studi sperimentali

4.327 partecipanti nella meta-analisi sulla sincronizzazione interpersonale.

23.144partecipanti

44 articoli riuniti nella meta-analisi sul lavoro significativo.

Editoriale personale · Rubrica Mi Chiedo

Simboli, rituali e dimensione spirituale nel lavoro

Quando si pronuncia la parola spiritualità in un contesto professionale, le reazioni possono essere molto diverse. Qualcuno pensa immediatamente alla religione, qualcun altro all’esoterismo; altri ancora ritengono che sia un argomento troppo intimo per entrare in azienda.

Se però liberiamo questa parola dagli equivoci, emerge una domanda concreta: che cosa dà senso a ciò che facciamo?

Il bisogno umano di significato

Nel documento Simboli e dimensione spirituale descrivo la spiritualità non come fuga dalla realtà, ma come ricerca di significato, valori, connessione, trascendenza e appartenenza. Non riguarda necessariamente il credere in qualcosa di soprannaturale. Riguarda, prima di tutto, il modo in cui una persona interpreta la propria esperienza e riconosce ciò che merita davvero attenzione.

Una revisione sistematica e meta-analisi condotta da Czekierda e colleghi ha esaminato 66 studi, per un totale di 73.546 partecipanti. È emersa un’associazione positiva, seppure non enorme, tra significato attribuito alla vita e salute fisica, con una stima media dell’effetto pari a 0,258. Le associazioni risultavano più forti per gli indicatori soggettivi di salute, ma restavano significative anche per alcuni parametri oggettivi.

Si tratta di associazioni, non della prova che il significato produca automaticamente salute. Il dato conferma però che il modo in cui interpretiamo la nostra esistenza non è estraneo al nostro benessere. Czekierda et al., 2017

I simboli non sono magici

Un simbolo può essere un oggetto, una parola, un’immagine, un luogo o un gesto. Il suo potere non risiede nell’oggetto in sé, ma nel significato che gli attribuiamo.

Una fotografia può ricordarci da dove veniamo. Un motto può ricondurci a un valore. Un oggetto ricevuto in un momento importante può richiamare un impegno preso con noi stessi. In questo senso, i simboli funzionano come punti di accesso alla memoria, all’identità e alle intenzioni.

Un valore scritto su una parete non costruisce cultura. Diventa cultura quando guida una decisione difficile.

Perché abbiamo bisogno dei rituali

Il rituale è un’azione ripetuta, riconoscibile e intenzionale. Può creare ordine nei momenti d’incertezza, delimitare un passaggio e preparare psicologicamente a ciò che sta per accadere.

Una vasta revisione della letteratura psicologica individua tre possibili funzioni dei rituali: regolazione delle emozioni, preparazione agli obiettivi di performance e rafforzamento della connessione sociale. L’effetto dipende sia dalla struttura ripetitiva delle azioni sia dal significato loro attribuito. Hobson et al., 2018

In uno studio preregistrato con registrazione EEG, 48 partecipanti furono assegnati a una sequenza rituale o a una condizione di controllo. Dopo il rituale, i ricercatori osservarono una riduzione della risposta neurale associata all’errore, la cosiddetta error-related negativity. Nel gruppo rituale la variazione mostrò un effetto pari a d = 0,51. Non fu però rilevato né un miglioramento né un peggioramento della prestazione: il risultato riguardava soprattutto il modo in cui il cervello reagiva all’errore. Hobson, Bonk e Inzlicht, 2017

Un rituale non ci rende automaticamente più bravi, ma può aiutarci ad affrontare con maggiore equilibrio emotivo la possibilità di sbagliare.

Sentirsi più piccoli per diventare più disponibili

Nel PDF compare anche il concetto di awe: quella forma di meraviglia che sperimentiamo davanti a qualcosa di molto più grande di noi.

Piff e colleghi hanno studiato questo fenomeno attraverso cinque ricerche con 2.078 partecipanti. Le esperienze di meraviglia erano associate a una riduzione della centralità dell’ego - il cosiddetto small self - e a comportamenti più generosi, cooperativi e orientati agli altri. Piff et al., 2015

Forse anche le organizzazioni hanno bisogno di momenti nei quali le persone possano alzare lo sguardo oltre l’urgenza quotidiana: ascoltare la storia di chi beneficia concretamente del loro lavoro, incontrare esperienze differenti o comprendere l’impatto sociale di un servizio.

Quando facciamo qualcosa insieme cambia il “noi”

Muoversi, cantare, parlare o compiere un gesto insieme può produrre sincronizzazione interpersonale.

Una meta-analisi su 42 studi sperimentali e 4.327 partecipanti ha rilevato che le azioni sincrone producono mediamente un effetto positivo di dimensione intermedia sui comportamenti prosociali, effetti piccoli o intermedi sulla connessione e sulla cognizione sociale e un effetto più contenuto sull’affettività positiva. Mogan, Fischer e Bulbulia, 2017

Non significa che basti far muovere tutti nello stesso modo per creare una squadra. La sincronizzazione può facilitare il legame, ma non sostituisce fiducia, equità, ascolto e sicurezza psicologica.

Il vero “noi” non nasce dall’uniformità. Nasce dalla capacità di coordinare differenze che continuano ad avere dignità.

Il significato nel lavoro

Una meta-analisi pubblicata sul Journal of Management Studies ha riunito 44 articoli e 23.144 partecipanti. Il lavoro percepito come significativo mostrava correlazioni molto elevate - r pari o superiore a 0,70 - con engagement, commitment organizzativo e soddisfazione lavorativa. Le relazioni con la performance autovalutata erano positive ma più moderate. Allan et al., 2019

Questo punto è fondamentale: il significato non sostituisce le competenze e non garantisce da solo la performance. Una persona può essere fortemente motivata e non possedere ancora gli strumenti necessari. Allo stesso modo, può essere molto competente ma non riconoscere più alcun senso in ciò che fa.

La dimensione spirituale non dovrebbe diventare una nuova tecnica motivazionale o un modo elegante per chiedere alle persone di sopportare ambienti di lavoro disfunzionali. Il significato non può compensare indefinitamente carichi eccessivi, leadership incoerenti, scarsa equità o mancanza di riconoscimento.

Che cosa può fare concretamente un’organizzazione?

Un’organizzazione può coltivare questa dimensione senza invadere la sfera religiosa o personale:

  • chiarire il contributo reale di ogni attività;
  • collegare obiettivi e indicatori alle persone che ne ricevono valore;
  • costruire rituali di apertura, verifica e chiusura dei progetti;
  • riconoscere pubblicamente i comportamenti coerenti con i valori dichiarati;
  • preservare la memoria delle esperienze e degli errori da cui si è imparato;
  • creare momenti di ascolto e connessione non puramente formali;
  • permettere alle persone di comprendere non soltanto che cosa devono fare, ma anche perché.

Non servono formule solenni. Servono coerenza, continuità e verità.

Prima della performance

Forse la performance nasce prima della performance. Nasce nel momento in cui una persona riconosce un senso nel proprio impegno, percepisce di appartenere senza sentirsi prigioniera, trova connessioni affidabili e dispone di simboli e rituali che le ricordano chi vuole essere.

Qual è il simbolo, il gesto o il rituale che ti ricorda chi vuoi essere, anche quando il lavoro diventa difficile?

Approfondimento scientifico

Riferimenti

  1. Allan, B.A., Batz-Barbarich, C., Sterling, H.M. e Tay, L. (2019). Outcomes of Meaningful Work: A Meta-Analysis.
  2. Czekierda, K., Banik, A., Park, C.L. e Luszczynska, A. (2017). Meaning in Life and Physical Health.
  3. Hobson, N.M., Bonk, D. e Inzlicht, M. (2017). Rituals Decrease the Neural Response to Performance Failure.
  4. Hobson, N.M. et al. (2018). The Psychology of Rituals.
  5. Mogan, R., Fischer, R. e Bulbulia, J.A. (2017). To Be in Synchrony or Not?.
  6. Piff, P.K. et al. (2015). Awe, the Small Self, and Prosocial Behavior.
Anteprima del PDF Simboli e dimensione spirituale

Documento completo · 9 pagine

Simboli e dimensione spirituale

Il PDF raccoglie in forma visuale i concetti di senso, valori, connessione, trascendenza e appartenenza, collegandoli a rituali, meraviglia, cooperazione e lavoro significativo.

Contenuto personale, formativo e divulgativo. I dati scientifici descrivono associazioni e risultati sperimentali nei rispettivi contesti di ricerca, non promesse automatiche di benessere o performance.